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03 Dic 2009 |
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Mercoledì 2 Dicembre, a Roma, è stato siglato un accordo tra il CONI e il Ministero dell’Istruzione, grazie al quale anche nella scuola primaria saranno assicurate due ore di attività fisica alla settimana, con gli insegnanti che verranno affiancati da laureati in scienze motorie. Finora la ginnastica era considerata attività lasciata all’autonomia delle scuole, dal prossimo febbraio (con la sperimentazione che durerà 15 settimane e coinvolgerà 10 mila classi) diventerà ordinamento. Il commento di Paola Frassinetti: educare fin da piccoli i ragazzi alla conoscenza del proprio fisico, alla salute e ai valori dello sport. In un’era in cui a scuola sono frequenti discriminazioni nei confronti dei diversi o dei più deboli e in cui i ragazzi apprendono, studiano e giocano sempre più per mezzo dei computer, è fondamentale che recuperino quel piacere di divertirsi attraverso lo sport e l’attività fisica; è doveroso, infatti, tentare di contrastare il fenomeno del bullismo e i problemi dell’obesità infantile e della crescente sedentarietà dei bambini (basti pensare che in Lombardia il 38 % dei ragazzi è in soprappeso, e che molti di essi hanno un'alta possibilità di sviluppare in futuro gravi rischi cardiovascolari). Educare il bambino prima al gioco e poi a tutti i gesti motori di base, senza fargli praticare una singola disciplina fino a un'età matura, non solo fa emergere le capacità personali di ognuno, con grandi vantaggi per l'autostima, ma avvicina e appassiona tutti a più sport. Questa iniziativa del Ministro Gelmini risponde ad un’esigenza vera e propria dal momento che l’Italia risulta attualmente fanalino di coda dell'Unione Europea per monte ore di educazione fisica praticate al termine del curriculum scolastico (solo 528 ore medie usufruite contro il doppio di Portogallo, Grecia, Spagna, Olanda, Belgio, Danimarca, Svezia e Norvegia) e per l'età in cui tale insegnamento viene reso obbligatorio, dai dodici anni in Italia contro i sei degli altri Paesi.” |