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Importante approvazione regolamenti scuola secondaria

“Oggi è stata finalmente approvata la riforma della scuola secondaria superiore. Il merito di questo provvedimento è quello di aver saputo coniugare la tradizione, assicurando ai licei un ruolo di eccellenza, e la modernizzazione, rilanciando gli istituti tecnici come scuole idonee a formare giovani competenti così come richiedono le nostre imprese sul territorio nazionale”, dichiara l’onorevole Paola Frassinetti, vicepresidente della Commissione Istruzione alla Camera. “In questo modo si va verso una scuola di maggior qualità e meno frammentata”.

Di seguito, l'intervento in Commissione di Paola Frassinetti, in data 9 Dicembre 2009, sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente la revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei ...

 

 

Paola FRASSINETTI (PdL) osserva come il provvedimento sul riordino delle scuole superiori tocchi molteplici aspetti del sistema scolastico nazionale. Ritiene che alcune modifiche apporteranno cambiamenti di essenziale importanza e giudica positivo l'intero impianto, pur con qualche perplessità che esporrà con spirito costruttivo. Sottolinea come vada lodato il coraggio di aver messo finalmente mano al riordino della scuola superiore. Ricorda come le audizioni svolte presso la Commissione sono state esaustive e esprime la propria soddisfazione nel prendere atto che la Confindustria ha espresso un parere positivo, per esempio, sulla riqualificazione degli Istituti Tecnici. La scommessa sarà riuscire a conciliare la flessibilità con l'autonomia in relazione anche all'accorpamento delle classi di concorso. Trova quindi giusto ridurre i quadri orari, soprattutto nei Licei, altrimenti non sarebbe possibile effettuare l'approfondimento che è un connotato imprescindibile di queste scuole. Giudica positiva anche la riduzione delle sperimentazioni che erano troppe ed appesantivano il sistema senza migliorare la qualità dell'offerta formativa. Per quanto riguarda i licei, il punto di partenza sta nel considerarli Scuole di Alta Cultura. È positivo il mantenimento del latino negli scientifici, ma andrebbe inserito anche negli artistici; ritiene non positivo invece che chi verrà a contatto con il patrimonio storico nazionale non conosca almeno i dati essenziali della lingua latina. Sottolinea che esiste altresì il problema del Liceo Tecnologico che ha riscosso molto successo nell'utenza ma che senza laboratori e docenti tecnico-pratici rischia di diventare un inganno per le famiglie; la soluzione potrebbe essere uno scientifico con due indirizzi, uno delle scienze naturali ed uno matematico-informatico.
Osserva quindi che i Licei musicali non devono sostituire i conservatori, altrimenti diventano ibridi se non si caratterizzano; pertanto i Conservatori devono mantenere la loro configurazione in seno all'Alta Formazione Artistica e Musicale mentre i Licei Musicali devono essere previsti come percorsi liceali di nuova istituzione del tutto autonomi. Per quanto riguarda gli Artistici, ricorda che se le tre tipologie di istituti d'arte confluiscono nei licei bisognerà prevedere idonei laboratori per le arti figurative. Desidera, inoltre brevemente porre all'attenzione della Commissione il problema della valorizzazione della Storia dell'Arte nella scuola italiana. Ritiene che la materia sia sottovalutata in quanto nel contesto storico attuale appare invece fondamentale, anche per la globalizzazione della società e per il rischio di perdere la memoria - identità e soprattutto perché insieme alla lingua italiana è la materia più importante per l'integrazione degli studenti stranieri. Inoltre, rileva che gli alunni che si iscrivono a Facoltà ad indirizzo storico-artistico sono in aumento. Aggiunge quindi che nei licei Classici andrebbero previste al ginnasio almeno due ore settimanali di Storia dell'Arte e al liceo aumentata da una a due ore nei primi due anni e mantenute le tre ore in terza. Nella cultura classica occorre valorizzare e potenziare lo studio critico della dimensione artistica e culturale del territorio; ma non solo, visto che anche nei tecnici ritiene assurdo che i geometri non studino storia dell'arte. Infatti, ricorda che nell'istruzione tecnica e professionale la storia dell'arte rischia di essere ridotta drasticamente se non eliminata, con una situazione grave perché nel tipo di scuole indicato la popolazione studentesca degli stranieri è più numerosa. Rileva che «L'Italia a chi la ama» è un detto nel quale personalmente si ritrova, ma che non può essere uno slogan vuoto. Per arrivare a far amare l'Italia a chi viene da lontano, rileva che è necessario farne scoprire le opere più belle, quelle del territorio dove si vive e per fortuna da Aosta a Siracusa le opere artistiche sono ovunque presenti.
Ringrazia quindi la presidente relatrice per il lavoro svolto e auspica che la Commissione, come ha sempre fatto, esprima un parere positivo alla riforma in corso di esame con delle condizioni e delle osservazioni che siano frutto di un dibattito e della intenzione comune di migliorare la scuola italiana, condizione essenziale per migliorare l'Italia.

 

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