11

Feb

2010

Intervento in Commissione Cultura: risoluzione sul tema delle foibe

Frassinetti: Incremento di iniziative nelle scuole sul tema delle foibe e relativo avvio di corsi di formazione per i docenti.
(Discussione e rinvio)

La Commissione inizia la discussione della risoluzione in titolo.

Valentina APREA, presidente, ringrazia la vicepresidente Frassinetti per aver presentato la risoluzione in discussione che tocca un argomento delicato e importante per la storia del Paese, a volte dimenticata, che merita invece di essere ricostruita in modo adeguato. La invita quindi ad illustrarla.

Paola FRASSINETTI (PdL) ringrazia a sua volta la presidente Aprea e tutti i rappresentanti dei gruppi che hanno dato la propria disponibilità ad inserire all'ordine del giorno della seduta odierna la risoluzione di cui è prima firmataria che illustra...

 

Ritiene che anche la discussione odierna in Commissione sia un modo fattivo di ricordare la tragedia delle foibe che ha visto compiersi tra il 1943 e 1948 un raccapricciante fatto di «pulizia etnica», perpetrata dai partigiani comunisti del maresciallo Tito nei confronti di migliaia di italiani, colpevoli solo di appartenere a tale nazionalità. Segnala, inoltre, che non vi sono stati pregiudizi ideologici che l'hanno indotta a presentare la risoluzione, ma solo l'intento di portare al centro dell'attenzione del dibattito parlamentare la verità storica relativa ai fatti indicati, soprattutto nelle scuole. Ricorda quindi che, nello specifico, si intende promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado lo svolgimento di incontri e dibattiti sui tragici avvenimenti storici, per trasmetterne «la memoria» agli studenti e alle giovani generazioni. Ritiene infatti che se i giovani non vengono coinvolti, la memoria non potrà, infatti, mai essere condivisa né comunicata alle giovani generazioni che non l'hanno vissuta in prima persona.
Aggiunge che vi è stato un silenzio assordante che per anni, e con tutti i Governi che si sono via via alternati, ha circondato tale tragedia, rilevando che si tratta di un'emergenza vera e propria, che non più essere più taciuta. Ritiene, peraltro, che accanto al colpevole silenzio vi sia stato anche il tentativo di minimizzare la tragedia, sottolineando altresì l'esistenza di statistiche, che dimostrano che il ricordo delle foibe si è nel tempo affievolito, in particolare per la parte riguardante l'esodo forzato dei 250 mila italiani. Osserva, altresì, come nelle scuole la storia delle foibe sia raccontata agli studenti da associazioni non qualificate, in modo del tutto distorto. Sottolinea, quindi, come nella risoluzione si faccia espresso riferimento alla necessità di incrementare ogni tipo di iniziativa negli istituti scolastici, istituendo presso il ministero dell'istruzione un albo delle associazioni, composte non solo dagli esuli, i rappresentanti delle quali siano autorizzati a recarsi nelle scuole per ricordare i fatti accaduti. Rileva che il recente libro dello sloveno Pirjevec, edito da Einaudi, e distribuito nelle scuole di Torino, esprime giudizi gravi sugli avvenimenti storici riferiti alle foibe, non corrispondenti alla verità; esistono, infatti, negazionisti della vicenda, come ha anche ricordato lo stesso sindaco di Roma nel corso delle commemorazioni in occasione di questa giornata. Rileva inoltre che è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio un tavolo di lavoro su tali argomenti, che si riunirà il 15 febbraio prossimo con le associazioni delegate. Sottolinea, in conclusione, che è necessario riferire i fatti così come sono avvenuti, ponendo al centro dell'analisi storica nelle scuole la testimonianza diretta degli esuli, come potrebbero fare i componenti di alcune delle sei associazioni già costituite che si occupano della vicenda.