04

Giu

2010

“Cantando fratelli d'Italia dicesti non ti lascio più"

Queste le parole di una bellissima canzone che Mogol-Battisti avevano coraggiosamente composto e cantato in un periodo nel quale si veniva tacciati di fascismo se si cantava l’Inno di Mameli.
Ho voluto fare questo riferimento perché ricordo con tristezza gli anni ’70 nei quali tutto ciò che si riferiva al nazionalismo era osteggiato e criticato. Per non parlare della bandiera tricolore e del nostro inno che era rischioso sventolare o cantare.
Poi dopo tanto tempo anche la sinistra ha dovuto darci ragione e ha iniziato a recuperare il valore dei nostri simboli nazionali, a parte la parentesi delle bandiere della pace che per fortuna è ormai stata ammainata.
Per questo mi provoca una strana sensazione sapere che oggi nuovamente c’è chi contesta e storce il naso davanti alla nostra bandiera e al nostro Inno Nazionale. L’atteggiamento della Lega in occasione della festa della Repubblica, il 2 giugno, è assurdo e certamente lesivo dell’immagine dell’unità nazionale.
Da qualche tempo si susseguono azioni da parte leghista: o si polemizza sul tricolore, vedi l’assessore di un paese vicino a Varese che ha offeso la nostra bandiera paragonandola alla carta igienica, o si susseguono battute di cattivo gusto, come quelle del figlio di Bossi, neoconsigliere regionale della Lombardia, che dichiara che non tiferà Italia ai mondiali, fino al comportamento assai più grave dei rappresentanti del governo leghisti che, il 2 giugno, hanno disertato le manifestazioni ufficiali o, quando sono stati presenti, vedi il ministro Maroni a Varese, hanno preferito le canzoni di Gino Paoli all’Inno di Mameli.
Davanti a questi episodi penso che una forza politica che aspira ormai a diffondersi al di là del Po non possa essere caratterizzata da questi rigurgiti di secessionismo e debba invece saper discernere tra le legittime ed auspicabili aspirazioni federaliste e l’idea di unità nazionale che è un pilastro fondamentale dei nostri valori. Spero che gli amici leghisti si ricredano altrimenti peggio per loro se non sapranno godersi l’emozione unica della bandiera tricolore che sventola dalle Alpi alla Sicilia……!