16

Lug

2010

Con Borsellino nel cuore

Lunedì 19 luglio si celebrerà l’anniversario dell’uccisione del giudice Paolo Borsellino. E’ passato molto tempo da quel giorno tragico ma in questi anni il significato del sacrificio del giudice palermitano si è consolidato sino a diventare un simbolo della lotta alla criminalità organizzata.

Uno dei più bei ricordi della mia militanza politica giovanile è proprio l’incontro con Borsellino a Siracusa alla festa del Fronte della Gioventù; le parole che ci ha rivolto in quell’occasione sono state stimolo per affrontare ogni situazione con entusiasmo e coerenza. Ricordo in particolare che si era complimentato con noi per il coraggio con il quale ...

fronteggiavamo le violenze e le ingiustizie che eravamo costretti a subire in quegli anni, situazioni senza dubbio pericolose che aveva paragonato a quelle che incontrava anche lui nella sua vita di magistrato. Un lungo applauso liberatorio alla fine del suo discorso aveva fatto tremare la sala. Da quel momento ci sentivamo meno soli o quantomeno eravamo consci di avere dato con la nostra azione il nostro contributo per il bene dell’Italia, in quel periodo le gratificazioni ricevute erano assai poche e quindi quelle parole di stima e incoraggiamento erano state ancor più apprezzate.

Oggi, dopo quasi vent’anni, molto è cambiato, ci sono nuovi partiti, altri linguaggi, ma resta purtroppo attuale il problema della legalità, al sud come al nord.

La Politica ha il dovere di continuare a lottare contro la mafia e la criminalità in generale, e lo può e deve fare stando unita, cercando di mantenere la barra tra la volontà di attuare il fermo contrasto alla criminalità e il doveroso rispetto delle garanzie di libertà.

Questo è lo spirito con il quale la classe dirigente del PDL deve  vivere questo anniversario dell’uccisione di Borsellino; molti ragazzi che lo applaudivano in quel lontano settembre  sono ancora qui certamente invecchiati fuori ma con la stessa voglia dentro di lottare per un’Italia migliore.