Inno di Mameli obbligatorio a scuola, verso ok Camera (corriere.it)
27 Set 2011 |
|
L'Italia sta affrontando quella che forse è la prova più dura della sua storia repubblicana. La nostra Nazione si è trovata al centro di una terribile convergenza: la crisi della globalizzazione sfociata nell'emergenza economico-finanziaria, la crisi politica di tutto l'Occidente e la deflagrazione delle contraddizioni strutturali dell'Unione Europea. L'emergenza che stiamo vivendo obbliga il Governo in carica – scelto dagli elettori – a proseguire nella sua azione, mentre il clima politico avvelenato in cui stiamo vivendo impedisce di ipotizzare esecutivi tecnici, governi di "larghe intese" o prematuri scontri elettorali. Nei momenti di emergenza, più che ragionare su cambi di governo, occorre concentrarsi sulle cose che servono realmente al Paese. La condizione – da tutti invocata – per percorrere questa strada è che il Governo Berlusconi rilanci con la massima decisione la propria azione, mettendo in campo un programma di fine legislatura che preveda le riforme più urgenti e le priorità programmatiche necessarie a portarci fuori dalla crisi. Priorità assoluta è quella di aggredire il debito pubblico senza per questo rinunciare a rilanciare lo sviluppo. Una politica economica volta solo alla correzione di conti pubblici non poteva non generare una pericolosa tendenza recessiva che rappresenta oggi il principale pericolo dell'economia italiana. La riforma fiscale deve essere attuata per ridurre il carico impositivo sulle famiglie, sul lavoro e sulle piccole e medie imprese, senza generare una riduzione del gettito per evitare di creare nuovo deficit e debito pubblico. In coerenza con la riforma del sistema previdenziale già realizzata, va definita, in concorso con le parti sociali, l'accelerazione dei suoi effetti in relazione all'età pensionabile e alla parità tra i generi. Per concludere, la grande crisi che stiamo vivendo impone alla Nazione nella sua interezza un drammatico "cambiamento epocale", rispetto al quale la politica deve recuperare la compiuta centralità del suo ruolo di indirizzo, di guida e di testimonianza nei confronti della nostra comunità. Per fare questo, il Popolo della Libertà è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale. L'obiettivo deve essere quello di far crescere un partito plurale e dinamico, fondato sui valori della persona e della famiglia, nonché della loro rete comunitaria, portatore di una visione riformatrice della cosa pubblica e della società basata sull'efficienza, sul merito e sull'apertura internazionale, impegnato nel costante coinvolgimento progettuale e gestionale dei corpi intermedi e dei sistemi di rappresentanza collettiva, orgoglioso della sua appartenenza alla dimensione europea del Ppe e, allo stesso tempo, attento alla specificità del suo radicamento nazionale. |