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17

Ott

2011

La manifestazione dell'ipocrisia

Tante parole sono già state spese sulla manifestazione di sabato scorso e sulle conseguenti violenze che hanno devastato Roma. Si impone a questo punto una riflessione sul clima nel quale queste violenze sono maturate e si sono alimentate. E’ evidente che la maggioranza dei manifestanti non sono scesi in piazza con intenti bellicosi, ma è altrettanto evidente che in questo caso non si possono attribuire gli atti vandalici solo a un piccolo gruppo di black block; le testimonianze dirette e i video dimostrano che sono stati commessi contemporaneamente da migliaia di persone, alcune incappucciate e armate, altre a visto scoperto che lanciavano sassi e urlavano ogni genere di insulti. La violenza verbale che è stata usata alla vigilia della manifestazione ha in qualche modo inciso sull’esito della stessa. Bisogna differenziare le legittime accuse, le critiche, le opposizioni ad un sistema e ad un governo dall’insulto e dalla violenza delle parole. Nelle altre parti del mondo le manifestazioni si sono svolte senza incidenti e l’argomento che le ha caratterizzate è stato soprattutto inerente alla crisi economica e alla speculazione finanziaria. In Italia c’è stato il chiaro intento di trasformare l’evento in una manifestazione mirata contro il governo e il Presidente del Consiglio.

Ora che molti cittadini romani dovranno pagare personalmente e ingiustamente il prezzo di tali devastazioni, ora che già si sprecano supposizioni e dietrologie sui gruppi violenti che hanno agito indisturbati, ora è arrivato il momento in cui la politica deve mostrare senso di responsabilità accettando le regole democratiche che prevedono che un Governo eletto legittimamente dal popolo governi e che l’opposizione lo contrasti rispettando le regole istituzionali. Solo così, con grande senso di responsabilità, potremo evitare che non si ripetano più giornate drammatiche come quella di sabato.

 

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