Intervista su La 7 a La prossima fermata

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04

Gen

2012

L'anno che verrà

Come ad ogni inizio d’anno, ognuno di noi cerca di fare una lista di buoni propositi. Nelle mie riflessioni di questi giorni ho a lungo pensato quali dovranno essere le priorità nella mia attività istituzionale e politica del 2012. Il momento è complicato, e dopo aver deciso di sostenere questo nuovo governo di emergenza, ora ci attende il difficile compito di saper garantire il sostegno all’esecutivo, mantenendo l’interlocuzione politica e il margine per modificare e migliorare quei provvedimenti che non convincono o peggio che disattendono alcuni nostri principi base. Mi auguro che la cosiddetta “fase due”, che comprenderà un’attenzione particolare per la crescita, intervenga sulla riforma del lavoro senza farsi ricattare troppo dalle pretese sindacali e metta mano alle liberalizzazioni senza alimentare persecuzioni contro categorie che possono aiutare la crescita dell’Italia se non vengono vessate e snaturate. Spesso sul significato delle liberalizzazioni c’è confusione; auspichiamo che il governo intervenga sulla liberalizzazione dell’energia, dei servizi pubblici, dei trasporti, invece purtroppo spesso si tenta di far credere che la destrutturazione di alcune categorie di professionisti equivalga ad un’opportunità di crescita, mentre in realtà si tratterebbe di penalizzare chi rischia in proprio a favore di grandi gruppi aziendali, commerciali ed industriali che non contribuirebbero ad incentivare la produttività. Intendo impegnarmi affinché non si persegua la via delle finte liberalizzazioni e questo lo farò non perché mossa da istanze corporative, ma perché convinta che la difesa delle professioni e di quel virtuoso reticolato di iniziative sul territorio non debbano essere smantellati...

Inoltre, nella mia competenza di Vice Presidente della Commissione Cultura della Camera, mi pare importante, considerato che a marzo si concluderà l’anno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, che la mia proposta di legge sull’obbligo di insegnare l’Inno di Mameli ai bambini delle scuole primarie venga al più presto approvata.

Sempre restando nel campo della difesa dell’identità, ho in programma di ripresentare la legge in difesa della lingua italiana per continuare nella campagna di sensibilizzazione sull’importanza della tutela della nostra lingua, anche organizzando eventi con autorevoli studiosi del tema.

Sull’università, per onorare il recente e prestigioso incarico di responsabile del settore Università e Ricerca della Lombardia all’interno del coordinamento regionale del PDL che mi è appena stato affidato, ho intenzione di seguire – in qualità di relatrice in Commissione - i più importanti decreti attuativi della riforma universitaria, anche attivando un necessario confronto con realtà universitarie e con studenti, ricercatori e docenti.

Queste saranno le mie priorità, oltre a tutte le altre numerose attività di partito che, anche in vista della nuova stagione congressuale del PdL, verranno organizzate.

Con l’augurio che il 2012 sia un anno positivo per gli italiani e per l’Italia.

 

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