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21

Dic

2012

Elezioni: Frassinetti aderisce a Fratelli d'Italia
Roma, 21 dic. (Adnkronos) - 'Questo partito porta aria nuova nell'ambito del centrodestra e incarna i valori del merito, della trasparenza e della partecipazione'. Con queste parole Paola Frassinetti , vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera, aderisce al nuovo partito Fratelli d'Italia.

 

20

Nov

2012

Commemorazione alla Camera di Pino Rauti
Ho avuto l'onore di commemorare in aula a Montecitorio Pino Rauti.....!! Ho ancora i brividi: mai avrei pensato a 16 anni che sarebbe toccato proprio a me commemorarlo. Di seguito il mio intervento:

Pino Rauti è stato un grande uomo politico, un parlamentare rigoroso, un bravo studioso, uno scrittore, un giornalista, un intellettuale raffinato. Ma voglio ricordarlo in quest’aula principalmente per essere stato l’innovatore della destra in Italia.

Può sembrare paradossale che proprio lui, che aveva combattuto nella RSI e che non aveva mai rinnegato il fascismo, fosse stato un modernizzatore. Eppure è stato proprio così!! Grazie a lui, al suo insegnamento, abbiamo iniziato ad interessarci all’ambiente, all’ecologia, ai nuovi saperi, grazie a lui abbiamo capito l’urgenza delle nuove povertà, delle fasce sociali più deboli, dei diritti delle donne lavoratrici.

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08

Nov

2012

L'Italia s'è desta

La mia proposta di legge che prevede l'insegnamento a scuola dell'Inno di Mameli è stata approvata oggi in via definitiva anche al Senato. Trovo simbolico il fatto che ciò sia avvenuto a pochi giorni dalla ricorrenza del 4 novembre, festa della Vittoria nella Grande Guerra del 15-18, dove con il sacrificio di migliaia di giovani combattenti sulle trincee si è veramente fatta l’Unità d’Italia.

Perché questa legge? qualcuno mi ha chiesto...! Il perché  è semplice: è noto

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02

Nov

2012

Orgogliosi di essere Rautiani

a_pinoÈ da poche ore che non ci sei materialmente più e le mie parole e i miei pensieri saranno sicuramente condizionati dal dolore, ma sento il bisogno di parlarti per me, per noi, per chi non c'è più, per chi c'era e se ne è andato, per chi non ha fatto tempo ad esserci o per chi c'è sempre stato. La tua morte riesce a fare il miracolo di riunirci tutti almeno per il tempo necessario a salutarti come si conviene ad un grande Uomo.
Sono tantissimi i ricordi che si affollano nella mia mente e sarebbe facile tirar fuori quelli più belli che parlano del congresso vinto di gennaio o del tuo esaltante discorso al Congresso di Napoli del '79 dove gli applausi non finivano più. Voglio però ricordare i momenti meno noti, quelli dai quali si percepiva la tua semplicità, il tuo cameratismo, la tua intelligenza. Ricordo quando ti preoccupavi dei giovani militanti che dopo i convegni si incamminavano con il peso dei libri da vendere sulle spalle, ricordo i tuoi comizi, così rari al Nord, dove finivi con "W la Rivoluzione Nazionale e Sociale", ricordo come ascoltavi noi ragazzi ribelli fino a tarda notte, ricordo il riferimento alle operaie sfruttate che spesso mettevi nei tuoi discorsi, ricordo quando a Fiuggi un po’ incurvito ti sei incamminato solo verso il palco, noi lì immobili con gli occhi arrossati ad ascoltare le tue parole di sferzante coerenza che hanno turbato i nostri sonni, ricordo l'ultima volta che ti ho visto per farti gli auguri di Natale due anni fa, sempre voglioso di sapere,  mi hai raccontato di quel tuo fedelissimo edicolante in Campania che all'alba ti dava le notizie in barba ai moderni social network, ricordo la tua dedica sull'ultima edizione della Storia del Fascismo. Sei stato per tanti di noi una guida, e ti siamo grati per averci insegnato a non essere nostalgici senza rinnegare, ad essere dalla parte dei più bisognosi, ad opporci alla supremazia del mercato e del liberismo sfrenato, ad amare l'Italia libera e indipendente. Ora che va tanto di moda il termine moderato e liberale, noi che ti abbiamo seguito chi per un sol giorno, chi per un periodo lungo o breve, chi per sempre nel salutarti gridiamo forte: "orgogliosi di essere Rautiani".

Paola Frassinetti

 

17

Ott

2012

NOI NON CI STIAMO! RIFONDARE IL PDL PER RIDARE SPERANZA ALLA LIBERTA’

Lunedì 15 ottobre ho partecipato all'assemblea indetta dai promotori del Manifesto-Appello "Noi Non Ci Stiamo". E’ stata una riunione partecipata dove tutti hanno avuto la possibilità di esprimersi in libertà e dalla quale è emersa una comune voglia di cambiare e di reagire alle vicende spiacevoli e gravi che coinvolgono il nostro partito. Lo spirito costruttivo è stato ben diverso da quello di alcuni presunti rottamatori che ultimamente sembrano agire più per brame di personale arrivismo che per autentico senso di voglia di cambiamento. Infatti da tutti i promotori è stato sottolineato come non si intenda attuare uno scontro tra generazioni ma tra chi concepisce la politica come servizio e chi come metodo di arricchimento personale. 

Il punto per me più importante è che la militanza diventi il principale requisito per scegliere i candidati oltre naturalmente al rispetto di un codice etico per le candidature.

Sulla legge elettorale, se i listini bloccati sono stati purtroppo spesso il mezzo per inserire candidati senza titolo alcuno, le preferenze mi lasciano alquanto perplessa e i casi di voto di scambio con la criminalità organizzata di questi giorni non fanno che confermare le mie perplessità. Non esiste una legge elettorale perfetta, ma forse i collegi garantiscono il rapporto elettore–eletto senza costringere i candidati a campagne elettorali troppo dispendiose.

Ecco il manifesto-appello:

In questi ultimi mesi con drammatica cadenza numerosi esponenti del Popolo della Libertà sono stati travolti da scandali e questo ha incrinato in modo quasi irreparabile l’immagine del nostro Partito, gettando discredito su ognuno del milione di iscritti al PDL. 

Gli scandali e il malcostume che hanno visto come protagonisti troppi amministratori stanno frustrando l’entusiasmo, la passione civile e la tensione ideale dei moltissimi amministratori locali che quotidianamente si battono per migliorare la nostra Italia e dei moltissimi militanti che a livello territoriale rappresentano la linfa vitale del Popolo della Libertà, oltre a vanificare i rilevanti risultati ottenuti dai nostri Sindaci, Presidenti di Provincia e Presidenti di Regione. 

Le difficoltà che vive il Popolo della Libertà per colpa di pochi rischia di compromettere la possibilità, nella prossima primavera, di un’affermazione positiva per il nostro progetto liberale di fuoriuscita dalla crisi e di rilancio dell’economia oltre a consegnare al duo Vendola-Bersani il governo del Paese o, nella migliore delle ipotesi, lasciando interpretare a Renzi le speranze di rinnovamento e ripresa della nostra gente. 

Inoltre, proprio in questo particolare periodo storico, riteniamo fondamentale ribadire che solo la politica, la buona politica, e la democrazia, possono garantire crescita e sviluppo sociale ed economico all’Italia ed impedire ai “poteri forti” di condizionare le nostre vite. 

Noi crediamo che l’errore più grande che si possa compiere, oggi, sia quello di voltarsi dall’altra parte o di rassegnarsi all’ineluttabile declino del nostro movimento e dei valori che questo rappresenta ed incarna. 

Il progetto più ambizioso della storia politica repubblicana, quello di costruire una casa comune per le culture alternative alla sinistra (liberali, cattolici, riformisti, destra) non può naufragare nell'indifferenza o, peggio, nella pubblica gogna. 

Per impedire che tutto ciò accada inesorabilmente abbiamo il dovere morale e civile di RIFONDARE IL CENTRODESTRA su nuovi presupposti e con nuove regole ammettendo i gravi errori che sono stati commessi nella selezione della classe dirigente. 

Soltanto una rapida, radicale e sincera autocritica, un processo di valutazione senza autoassoluzioni, può permetterci di ripulire l'onore macchiato di tanta gente perbene che sostiene e rappresenta ai più diversi livelli il Popolo della Libertà. 

A tal fine riteniamo assolutamente indispensabile:

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